Home Urbanistica e ambiente Urbanistica CONDONO EDILIZIO E VINCOLI DI INEDIFICABILITA’ RELATIVA: LA CIRCOLARE ARTA NUMERO 4/2015
  • Martedì 30 Giugno 2015 14:06
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    Ambiente e Territorio /Urbanistica

    CONDONO EDILIZIO E VINCOLI DI INEDIFICABILITA’ RELATIVA: LA CIRCOLARE ARTA NUMERO 4/2015

    Breve commento alla Circolare dell'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia. Riflessioni sui possibili risvolti applicativi

    Elaborato da Avvocato Andrea Scuderi e Avvocato Sebastiano Astuto

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    La circolare numero 4/2015 pubblicata dall’Assessorato Territorio e Ambiente - che rendiamo disponibile in allegato - sembra porre la parola fine all’applicabilità nel territorio della Regione Sicilia del così detto “terzo condono edilizio”.=

     

    Si tratta, come noto, della disciplina contenuta nell’articolo 32 del decreto legge 30 settembre 2003 numero 269 che, alla luce di quanto disposto dal comma 27 lettera d), esclude la sanabilità degli abusi edilizi realizzati in zone soggette a vincoli di inedificabilità relativi.=

    L’articolo 32 del decreto legge sopra citato è stato recepito nel territorio della Regione siciliana con l’articolo 24 della legge regionale 15/2004, secondo cui “dalla data di entrata in vigore della presente legge è consentita la presentazione dell’istanza per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326 e successive modificazioni e integrazioni. Sono fatte salve le istanze di sanatoria già presentate e le anticipazioni versate ai sensi della predetta legge alle quali si applicano le disposizioni di cui al presente articolo…”.=

    Orbene, secondo una prima tesi, l’articolo 24 della legge regionale 15/2004 avrebbe recepito integralmente l’articolo 32 negli stessi termini oggettivi in cui è stato strutturato dal legislatore nazionale, col conseguente divieto contenuto nell’articolo 32 comma 27 lettera d) di proporre il condono per gli abusi commessi in zona soggetta a vincolo di inedificabilità relativa.=

    Secondo un’altra tesi, invece, il recepimento ha avuto ad oggetto solo il condono edilizio –comprensivo dei suoi limiti massimi di obiettiva estensione posti dal comma 25 di detto articolo 32 - non anche ogni altra disposizione che il legislatore statale ha inserito nello stesso articolo 32.=

    Tale risultato, infatti, sarebbe potuto conseguire unicamente a una norma che avesse formalmente recepito, nella sua interezza, l’articolo 32.=

    Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, con parere numero 291/10 reso nell’adunanza generale del 31 gennaio 2012, ha risolto il dubbio ermeneutico stabilendo che “…in Sicilia il divieto di cui alla cit. lett. d) del comma 27 deve essere contenuto, secondo un’esegesi necessariamente sistematica, entro quegli stessi limiti che la legislazione regionale esclusiva, fatta espressamente salva dall’incipit del comma stesso, prevede e continua a prevedere all’art. 32-33 della versione regionale della legge n. 47/1985, per quale recepita in Sicilia dall’art. 23 della L.R. n. 37/1985. Ciò che equivale ad affermare che in Sicilia il divieto di cui alla cit. lett. d) deve considerarsi riferito unicamente ai vincoli “assoluti”, e non anche a quelli c.d. relativi; per i quali ultimi può, invece, ottenersi la concessione in sanatoria, ove si realizzino tutte le altre condizioni stabilite dal predetto art. 32-33, ancora vigente nella Regione…”.=

    Il Consiglio di Giustizia peraltro, per un verso ha ritenuto che all’applicazione di un diverso regime di sanatoria sul territorio regionale siciliano rispetto a quello nazionale – ciò che avviene nel quadro nazionale allorchè il riferimento ai “vincoli” contenuto alla lettera d) del comma 27 dell’articolo 32 del decreto legge 269 del 2003 si intenda comprensivo tanto di quelli “assoluti” che di quelli “relativi” – non è d’ostacolo il limite costituito dal rilievo “penale” della questione (poiché la concessione della sanatoria amministrativa, non comporta la “estinzione” del reato penale).=

    Alla luce di tale parere l’Assessorato Territorio e Ambiente, con circolare 2/2014 del 31 gennaio 2014, ha invitato “…gli enti chiamati ad esprimersi in ordine all’esame delle istanze di condono, ai sensi del D.L. n. 269/2003 convertito in Legge n. 326/2003, di attenersi ai criteri interpretativi dati dal CGA…Nella fattispecie i suddetti enti dovranno istruire le pratiche di sanatoria edilizia ex lege n. 326/2003, ancora non esitate con provvedimento definitivo, acquisendo o richiedendo agli istanti, il nulla-osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo c.d. relativo….”.=

    Tale circolare, come è noto, è stata revocata dall’Assessorato con nota del 26 giugno 2014, considerata la natura meramente consultiva del parere reso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.=

    E’ tuttavia accaduto che il Consiglio di Giustizia Amministrativa, con successivi pareri resi in sede di ricorso straordinario, ha confermato l’orientamento giurisprudenziale espresso col parere 291/10.=

    L’Assessorato a questo punto, con circolare 4 del 10 giugno 2015, prendendo atto del consolidato orientamento giurisprudenziale ed al fine di “…limitare il ricorso al contenzioso che vedrebbe soccombenti le Amministrazioni degli Enti locali…”, ha deciso di confermare “l’indirizzo  assunto con la Circolare n. 2/2014 nei confronti della problematica in argomento, alla quale si rimanda, ribadendone altresì i contenuti e le indicazioni espresse nei confronti degli Enti locali…” dovendo perciò “…considerarsi revocata la nota Assessoriale prot. n. 2894 del 26 giugno 2014…”.=

    Nel territorio regionale siciliano dunque, alla luce della circolare 4/2015, il divieto contenuto nell’articolo 32 comma 27 lettera d) del decreto legge 269/2003 deve considerarsi riferito unicamente ai vincoli “assoluti” e non anche a quelli “relativi”. Per tale tipologia di vincoli la concessione edilizia in sanatoria potrà essere rilasciata ove si realizzino tutte le altre considerazioni stabilite dall’articolo 32-33 della Legge Regionale 37/1985 (ovvero, primariamente, il nulla-osta rilasciato dagli enti di tutela).=

    In relazione a ciò, è opportuno chiarire che i vincoli  di natura “relativa” – in relazione ai quali le istanze di sanatoria in molte amministrazioni comunali siciliane sono state rigettate ovvero sono rimaste sino ad oggi bloccate – sono tutti quelli per cui il limite all’attuazione del diritto conformativo di edificazione, può essere rimosso da un provvedimento autorizzatorio o di nulla-osta dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo medesimo.=

    Con l’ulteriore considerazione che – in tutti quei casi in cui si sia verificato un erroneo rigetto dell’istanza di sanatoria ovvero la stessa sia rimasta bloccata essendo tuttora pendente – possono essere avviate presso le amministrazioni comunali competenti i relativi procedimenti amministrativi di riesame del diniego ovvero di accoglimento della sanatoria (con le eventuali successive azioni, innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale).=

     
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