Home Normativa Nazionale Disposizioni per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura
  • Gioved├Č 02 Febbraio 2012 17:11
    E-mail Stampa PDF
    Normativa/Nazionale

    Disposizioni per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura

    DECRETO LEGISLATIVO n. 4 del 09/01/2012

    - - - - - - - - - - - - - - - - - -


    DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2012, n. 4

    Misure per il  riassetto  della  normativa  in  materia  di  pesca  e
    acquacoltura, a norma dell'articolo 28 della legge 4 giugno 2010,  n.
    96. (12G0012), in G.U.R.I. dell'1 febbraio 2012, n. 26 
    

     
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
     
      Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; 
      Vista la legge costituzionale  26  febbraio  1948,  n.  2,  recante
    conversione in  legge  costituzionale  dello  Statuto  della  Regione
    siciliana, approvato col decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455; 
      Vista la legge costituzionale  26  febbraio  1948,  n.  3,  recante
    Statuto speciale per la Sardegna; 
      Vista la legge 4 giugno  2010,  n.  96,  recante  disposizioni  per
    l'adempimento di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia
    alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2009,  ed  in  particolare
    l'articolo 28; 
      Vista la legge 14 luglio 1965, n.  963,  recante  disciplina  della
    pesca marittima; 
      Vista la legge 24 novembre  1981,  n.  689,  recante  modifiche  al
    sistema penale; 
      Visto l'articolo 7 del decreto del Presidente  della  Repubblica  2
    ottobre  1968,  n.  1639,  di  approvazione   del   regolamento   per
    l'esecuzione della legge 14  luglio  1965,  n.  963,  concernente  la
    disciplina della pesca marittima; 
      Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,
    concernente disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento  della
    Presidenza del Consiglio dei Ministri; 
      Visto l'articolo 1 della legge 5 febbraio  1992,  n.  102,  recante
    norme concernenti l'attivita' di acquacoltura; 
      Visto l'articolo 8 della legge 15 dicembre 1998,  n.  441,  recante
    norme  per  la  diffusione  e  la  valorizzazione  dell'imprenditoria
    giovanile in agricoltura; 
      Visti gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.
    226, recante orientamento e modernizzazione del settore della pesca e
    dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo  2001,
    n. 57, e successive modificazioni; 
      Visto il regolamento  (CE)  n.  2371/2002  del  Consiglio,  del  20
    dicembre  2002,  relativo  alla  conservazione  e  allo  sfruttamento
    sostenibile delle risorse  della  pesca  nell'ambito  della  politica
    comune della pesca; 
      Visti i commi 2 e 3 dell'articolo 1 e gli articoli 6, 7, 8 e 9  del
    decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153,  relativo  all'attuazione
    della legge 7 marzo 2003, n. 38, in materia di pesca marittima; 
      Visti i commi 2 e 2-bis dell'articolo 11 del decreto legislativo 26
    maggio 2004, n. 154, recante  modernizzazione  del  settore  pesca  e
    dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 1, comma 2,  della  legge  7
    marzo 2003, n. 38; 
      Visto il regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio
    2006, relativo al Fondo europeo per la pesca; 
      Visto il regolamento (CE),  n.  1967/2006  del  Consiglio,  del  21
    dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per  lo  sfruttamento
    sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e  recante
    modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento
    (CE) n. 1626/94; 
      Visto l'articolo 2, comma 120, della legge  24  dicembre  2007,  n.
    244, recante disposizioni per la formazione del  bilancio  annuale  e
    pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008; 
      Visto il regolamento  (CE)  n.  1005/2008  del  Consiglio,  del  29
    settembre 2008, che istituisce un regime comunitario  per  prevenire,
    scoraggiare ed eliminare la pesca  illegale,  non  dichiarata  e  non
    regolamentata e che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE)  n.
    1936/2001 e (CE) n. 601/2004, abrogando i regolamenti (CE) n. 1093/94
    e (CE) n. 1447/1999; 
      Visto il regolamento  (CE)  n.  1224/2009  del  Consiglio,  del  20
    novembre 2009, istitutivo di un regime di controllo  comunitario  per
    garantire il rispetto delle norme della politica comune della  pesca,
    che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n.
    811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n.  2115/2005,  (CE)  n.  2166/2005,
    (CE) n. 388/2006,  (CE)  n.  509/2007,  (CE)  n.  676/2007,  (CE)  n.
    1098/2007, (CE) n. 1300/2008,  (CE)  n.  1342/2008  e  che  abroga  i
    regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006; 
      Visto il regolamento (CE) n. 404/2011 della Commissione,  8  aprile
    2011, recante modalita'  di  applicazione  del  regolamento  (CE)  n.
    1224/2009 che istituisce  un  regime  di  controllo  comunitario  per
    garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca; 
      Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
    adottata nella riunione dell'11 novembre 2011; 
      Acquisito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla  sezione
    consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 6 dicembre 2011; 
      Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti  tra
    lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,
    espresso nella seduta del 21 dicembre 2011; 
      Acquisito il parere delle competenti Commissioni della  Camera  dei
    deputati e del Senato della Repubblica; 
      Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
    riunione del 28 dicembre 2011; 
      Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e
    forestali, di concerto con i Ministri per gli affari  europei,  degli
    affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze e delle
    infrastrutture e dei trasporti; 
     
                                  E m a n a 
                      il seguente decreto legislativo: 
     
                                   Art. 1 
     
                            Finalita' e obiettivi 
     
      1. Il presente decreto legislativo in  conformita'  ai  principi  e
    criteri direttivi di cui al comma 1 dell'articolo 28  della  legge  4
    giugno 2010,  n.  96,  provvede  al  riordino,  al  coordinamento  ed
    all'integrazione della normativa nazionale in  materia  di  pesca  ed
    acquacoltura, fatte salve le competenze regionali, al  fine  di  dare
    corretta  attuazione  ai  criteri  ed  agli  obiettivi  previsti  dal
    regolamento (CE) n. 1198/2006 del  Consiglio,  del  27  luglio  2006,
    nonche' dal regolamento (CE)  n.  1005/2008  del  Consiglio,  del  29
    settembre 2008, che istituisce un regime comunitario  per  prevenire,
    scoraggiare ed eliminare la pesca  illegale,  non  dichiarata  e  non
    regolamentata. 
    
            
          
              
                Capo I 

    Attivita' di pesca e acquacoltura

                                   Art. 2 
     
                             Pesca professionale 
     
      1. La pesca  professionale  e'  l'attivita'  economica  organizzata
    svolta in ambienti marini o salmastri o di acqua dolce, diretta  alla
    ricerca di organismi acquatici viventi,  alla  cala,  alla  posa,  al
    traino e al recupero di un attrezzo  da  pesca,  al  trasferimento  a
    bordo delle catture, al trasbordo, alla conservazione a  bordo,  alla
    trasformazione a bordo,  al  trasferimento,  alla  messa  in  gabbia,
    all'ingrasso e allo sbarco di pesci e prodotti della pesca. 
      2. Sono connesse alle attivita' di pesca professionale, purche' non
    prevalenti rispetto a queste ed effettuate  dall'imprenditore  ittico
    mediante l'utilizzo  di  prodotti  provenienti  in  prevalenza  dalla
    propria  attivita'  di  pesca  ovvero  di  attrezzature   o   risorse
    dell'azienda normalmente impiegate nell'impresa ittica,  le  seguenti
    attivita': 
        a) imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio  su  navi
    da pesca a scopo turistico-ricreativo, denominata: ┬źpesca turismo┬╗; 
        b) attivita' di ospitalita', ricreative, didattiche, culturali  e
    di servizi, finalizzate  alla  corretta  fruizione  degli  ecosistemi
    acquatici delle risorse  della  pesca  e  alla  valorizzazione  degli
    aspetti  socio-culturali  delle   imprese   ittiche   esercitate   da
    imprenditori,  singoli  o  associati,  attraverso  l'utilizzo   della
    propria   abitazione   o   di    struttura    nella    disponibilita'
    dell'imprenditore stesso, denominata: ┬źittiturismo┬╗; 
        c) la trasformazione, la distribuzione e  la  commercializzazione
    dei  prodotti  della  pesca,  nonche'  le  azioni  di  promozione   e
    valorizzazione; 
        d) l'attuazione di interventi  di  gestione  attiva,  finalizzati
    alla valorizzazione produttiva, all'uso sostenibile degli  ecosistemi
    acquatici ed alla tutela dell'ambiente costiero. 
      3. Alle  opere  ed  alle  strutture  destinate  all'ittiturismo  si
    applicano le disposizioni di cui all'articolo 19, commi 2  e  3,  del
    testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
    di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica  6
    giugno 2001, n. 380, nonche' all'articolo 24, comma 2, della legge  5
    febbraio  1992,  n.  104,   relativamente   all'utilizzo   di   opere
    provvisionali per l'accessibilita' ed il superamento  delle  barriere
    architettoniche. 
      4. L'imbarco  di  persone  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  e'
    autorizzato dall'autorita' marittima dell'ufficio di iscrizione della
    nave  da  pesca  secondo  le  modalita'  fissate  dalle  disposizioni
    vigenti. 
    
            
          
              
                Capo I 

    Attivita' di pesca e acquacoltura

                                   Art. 3 
     
                                Acquacoltura 
     
      1. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  2135  del  codice
    civile,  l'acquacoltura   e'   l'attivita'   economica   organizzata,
    esercitata professionalmente, diretta all'allevamento o alla  coltura
    di organismi acquatici attraverso la cura e lo sviluppo di  un  ciclo
    biologico o di una fase necessaria del  ciclo  stesso,  di  carattere
    vegetale o animale, in acque dolci, salmastre o marine. 
      2. Sono connesse  all'acquacoltura  le  attivita',  esercitate  dal
    medesimo acquacoltore, dirette a: 
        a)      manipolazione,       conservazione,       trasformazione,
    commercializzazione,  promozione  e  valorizzazione  che  abbiano  ad
    oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalle attivita' di  cui  al
    comma 1; 
        b)  fornitura  di  beni  o   servizi   mediante   l'utilizzazione
    prevalente  di  attrezzature  o  risorse   dell'azienda   normalmente
    impiegate nell'attivita' di acquacoltura esercitata, ivi comprese  le
    attivita'  di  ospitalita',  ricreative,  didattiche   e   culturali,
    finalizzate alla corretta  fruizione  degli  ecosistemi  acquatici  e
    vallivi   e   delle   risorse   dell'acquacoltura,    nonche'    alla
    valorizzazione  degli  aspetti  socio-culturali  delle   imprese   di
    acquacoltura,  esercitate  da  imprenditori,  singoli  o   associati,
    attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di  struttura  nella
    disponibilita' dell'imprenditore stesso; 
        c) l'attuazione di interventi  di  gestione  attiva,  finalizzati
    alla valorizzazione produttiva, all'uso sostenibile degli  ecosistemi
    acquatici ed alla tutela dell'ambiente costiero. 
      3. Alle opere, alle strutture destinate alle attivita' di cui  alla
    lettera  b)  del  comma  2  si  applicano  le  disposizioni  di   cui
    all'articolo 19, commi 2 e 3,  del  testo  unico  delle  disposizioni
    legislative e regolamentari in materia  di  edilizia,  approvato  con
    decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.  380,  nonche'
    all'articolo 24, comma 2,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,
    relativamente    all'utilizzo    di    opere    provvisionali     per
    l'accessibilita' ed il superamento delle barriere architettoniche. 
    
            
          
              
                Capo I 

    Attivita' di pesca e acquacoltura

                                   Art. 4 
     
                             Imprenditore ittico 
     
      1. E' imprenditore ittico il titolare di licenza di pesca,  di  cui
    all'articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 2004,  n.  153,  che
    esercita,  professionalmente  ed  in  forma  singola,   associata   o
    societaria, l'attivita' di pesca professionale di cui all'articolo  2
    e le relative attivita' connesse. 
      2. Si considerano, altresi', imprenditori ittici le cooperative  di
    imprenditori  ittici   ed   i   loro   consorzi   quando   utilizzano
    prevalentemente prodotti dei soci ovvero  forniscono  prevalentemente
    ai medesimi beni e servizi diretti allo svolgimento  delle  attivita'
    di cui al comma 1. 
      3. Ai fini del presente decreto, si considera altresi' imprenditore
    ittico l'acquacoltore che  esercita  in  forma  singola  o  associata
    l'attivita' di cui all'articolo 3. 
      4. Fatte salve le piu' favorevoli disposizioni di legge di settore,
    all'imprenditore ittico si applicano  le  disposizioni  previste  per
    l'imprenditore agricolo. 
      5. Ai fini dell'effettivo esercizio delle attivita' di cui al comma
    1, si applicano le disposizioni della vigente normativa in materia di
    iscrizioni, abilitazioni ed autorizzazioni. 
      6. L'autocertificazione di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto
    legislativo 27 luglio 1999, n. 271, sostituisce a tutti  gli  effetti
    ogni adempimento tecnico e formale ivi previsto. 
      7.  Ai  fini  dell'applicazione  delle   agevolazioni   fiscali   e
    previdenziali  e  della  concessione  di   contributi   nazionali   e
    regionali, l'imprenditore ittico e' tenuto ad applicare i  pertinenti
    contratti   collettivi   nazionali   di   lavoro   stipulati    dalle
    organizzazioni  sindacali  e  di  categoria   comparativamente   piu'
    rappresentative, ferme restando le previsioni di cui all'articolo  3,
    legge 3 aprile 2001, n. 142, e le leggi sociali e  di  sicurezza  sul
    lavoro. 
      8. Le concessioni di aree demaniali marittime e loro pertinenze, di
    zone di mare territoriale, destinate all'esercizio delle attivita' di
    acquacoltura, sono rilasciate per un periodo iniziale di  durata  non
    inferiore a quella del  piano  di  ammortamento  dell'iniziativa  cui
    pertiene la concessione. 
    
            
          
              
                Capo I 

    Attivita' di pesca e acquacoltura

                                   Art. 5 
     
                         Giovane imprenditore ittico 
     
      1.  E'  giovane   imprenditore   ittico   l'imprenditore   di   cui
    all'articolo 4 avente una eta' non superiore a 40 anni. 
      2.  Ai  fini  dell'applicazione   della   normativa   nazionale   e
    comunitaria in materia di  imprenditoria  giovanile,  si  considerano
    imprese ittiche giovanili: 
        a) le societa' semplici, in nome  collettivo  e  cooperative  ove
    almeno i due terzi dei soci abbiano eta' inferiore a 40 anni; 
        b) le societa'  in  accomandita  semplice  ove  almeno  il  socio
    accomandatario sia giovane imprenditore ittico. In caso di due o piu'
    soci accomandatari si applica il criterio dei due terzi di  cui  alla
    lettera a); 
        c) le societa' di capitali di cui i giovani  imprenditori  ittici
    detengano oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi  di
    amministrazione della societa' siano  costituiti  in  maggioranza  da
    giovani imprenditori ittici. 
      3. All'articolo 8, comma 1, della legge 15 dicembre 1998,  n.  441,
    dopo le parole: ┬źimprenditorialita' giovanile  in  agricoltura┬╗  sono
    inserite le  seguenti:  ┬źe  pesca┬╗  e  dopo  le  parole:  ┬źa  livello
    nazionale┬╗ sono inserite le seguenti: ┬źe delle associazioni nazionali
    riconosciute delle  cooperative  della  pesca  comparativamente  piu'
    rappresentative a livello  nazionale,  delle  associazioni  nazionali
    delle  imprese  di  pesca  e  acquacoltura  e  dalle   organizzazioni
    sindacali dei lavoratori del settore della pesca e  dell'acquacoltura
    comparativamente piu' rappresentativi a livello nazionale┬╗. 
      4. All'articolo 2, comma 120, della legge 24 dicembre 2007, n.  244
    (legge finanziaria 2008), e' aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
    ┬źIl 20 per cento delle risorse del Fondo e' destinato alle  finalita'
    di cui al presente comma┬╗. 
    
            
          
              
                Capo I 

    Attivita' di pesca e acquacoltura

                                   Art. 6 
     
                           Pesca non professionale 
     
      1. La pesca non professionale e' la pesca che  sfrutta  le  risorse
    acquatiche marine vive per fini  ricreativi,  turistici,  sportivi  e
    scientifici. 
      2. La pesca scientifica e' l'attivita' diretta a scopi  di  studio,
    ricerca, sperimentazione, esercitata dai soggetti indicati  nel  capo
    III del titolo I  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  2
    ottobre 1968, n. 1639. 
      3. Sono vietati, sotto qualsiasi forma, la vendita ed il  commercio
    dei prodotti della pesca non professionale. 
      4. Con decreto del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e
    forestali, sono definite le modalita' per l'esercizio della pesca per
    fini ricreativi, turistici o sportivi, al fine di assicurare che essa
    sia  effettuata  in  maniera  compatibile  con  gli  obiettivi  della
    politica comune della pesca. 
      5. La pesca con il fucile subacqueo  o  con  attrezzi  similari  e'
    consentita soltanto ai maggiori di anni sedici. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 7 
     
                               Contravvenzioni 
     
      1. Al fine di  tutelare  le  risorse  biologiche  il  cui  ambiente
    abituale o  naturale  di  vita  sono  le  acque  marine,  nonche'  di
    prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata
    e non regolamentata, e' fatto divieto di: 
        a) detenere, sbarcare e trasbordare esemplari di  specie  ittiche
    di taglia inferiore alla taglia minima in violazione della  normativa
    in vigore; 
        b) trasportare e commercializzare esemplari di specie ittiche  di
    taglia inferiore alla taglia minima in violazione della normativa  in
    vigore; 
        c) detenere, sbarcare, trasportare e commercializzare  le  specie
    di cui sia vietata la cattura in qualunque  stadio  di  crescita,  in
    violazione della normativa in vigore; 
        d) danneggiare le risorse biologiche delle acque marine con l'uso
    di materie esplodenti, dell'energia elettrica o di sostanze  tossiche
    atte ad  intorpidire,  stordire  o  uccidere  i  pesci  e  gli  altri
    organismi acquatici; 
        e) raccogliere, trasportare o mettere in commercio pesci ed altri
    organismi  acquatici  intorpiditi,  storditi  o  uccisi  secondo   le
    modalita' di cui alla lettera d); 
        f) pescare in acque sottoposte alla sovranita'  di  altri  Stati,
    salvo che nelle zone, nei tempi e nei  modi  previsti  dagli  accordi
    internazionali, ovvero sulla  base  delle  autorizzazioni  rilasciate
    dagli Stati interessati; 
        g) esercitare la pesca in acque  sottoposte  alla  competenza  di
    un'organizzazione regionale per la pesca,  violandone  le  misure  di
    conservazione o gestione e senza avere la bandiera di uno degli Stati
    membri di detta organizzazione; 
        h) sottrarre od asportare, senza il consenso dell'avente diritto,
    gli organismi acquatici oggetto  della  altrui  attivita'  di  pesca,
    esercitata mediante attrezzi o strumenti fissi o mobili,  sia  quando
    il fatto si commetta con azione diretta su tali attrezzi o strumenti,
    sia esercitando la pesca con violazione delle  distanze  di  rispetto
    stabilite dalla normativa vigente; 
        i) sottrarre od asportare, senza il consenso dell'avente diritto,
    gli organismi acquatici che si trovano in spazi acquei  sottratti  al
    libero uso  e  riservati  agli  stabilimenti  di  pesca  e,  comunque
    detenere, trasportare e fare commercio dei detti organismi, senza  il
    suddetto consenso. 
      2. In caso di cattura accessoria  o  accidentale  di  esemplari  di
    dimensioni  inferiori  alla  taglia  minima,  questi  devono   essere
    rigettati in mare. 
      3. I divieti di cui alle lettere a) e c) del comma 1 non riguardano
    la  pesca  scientifica,  nonche'  le  altre  attivita'  espressamente
    autorizzate ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale.
    Resta esclusa qualsiasi forma di commercializzazione per  i  prodotti
    di tale tipo di pesca ed e'  consentito  detenere  e  trasportare  le
    specie pescate per soli fini scientifici. 
      4. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano  ai
    prodotti dell'acquacoltura  e  a  quelli  ad  essa  destinati,  fermo
    restando  quanto  previsto  dall'articolo  16  del  regolamento  (CE)
    1967/06. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 8 
     
                   Pene principali per le contravvenzioni 
     
      1. Chiunque viola i divieti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere
    a), b), c),  d),  e),  f)  e  g),  e'  punito,  salvo  che  il  fatto
    costituisca piu' grave reato, con l'arresto da due mesi a due anni  o
    con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro. 
      2. Chiunque viola i divieti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere
    h) ed i), e' punito, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,
    a querela della persona offesa, con l'arresto da un mese a un anno  o
    con l'ammenda da 1.000 euro a 6.000 euro. 
      3. Fermi restando  i  divieti  di  detenzione,  sbarco,  trasporto,
    trasbordo e commercializzazione di esemplari di specie ittiche al  di
    sotto della taglia minima prevista dai regolamenti comunitari e dalle
    norme nazionali applicabili, nei casi di cui al comma 2 dell'articolo
    7 non e' applicata sanzione se la cattura  e'  stata  realizzata  con
    attrezzi conformi alle norme  comunitarie  e  nazionali,  autorizzati
    dalla licenza di pesca. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 9 
     
                   Pene accessorie per le contravvenzioni 
     
      1. La  condanna  per  le  contravvenzioni  previste  e  punite  dal
    presente  decreto  comporta  l'applicazione   delle   seguenti   pene
    accessorie: 
        a) la confisca del pescato, salvo che esso  sia  richiesto  dagli
    aventi  diritto  nelle  ipotesi  previste  dalle  lettere  h)  ed  i)
    dell'articolo 7, comma 1; 
        b) la confisca degli attrezzi, degli strumenti e degli apparecchi
    con i quali e' stato commesso il reato; 
        c) l'obbligo di rimettere in pristino lo  stato  dei  luoghi  nei
    casi contemplati dalle lettere d), h) ed i) dell'articolo 7, comma 1,
    qualora siano stati arrecati danni ad opere o impianti ivi presenti; 
        d) la sospensione dell'esercizio commerciale da  cinque  a  dieci
    giorni,  in  caso  di  commercializzazione  o   somministrazione   di
    esemplari di specie ittiche al di sotto della taglia minima  prevista
    dai regolamenti comunitari e dalle norme nazionali applicabili ovvero
    di cui e' vietata la cattura. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 10 
     
                           Illeciti amministrativi 
     
      1. Al fine di  tutelare  le  risorse  biologiche  il  cui  ambiente
    abituale o  naturale  di  vita  sono  le  acque  marine,  nonche'  di
    prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata
    e non regolamentata, e' fatto divieto di: 
        a) effettuare la pesca con unita' iscritte nei  registri  di  cui
    all'articolo 146 codice della navigazione, senza essere  in  possesso
    di  una  licenza  di  pesca,  o  di  un'autorizzazione  in  corso  di
    validita'; 
        b) pescare in zone e tempi vietati dalla normativa comunitaria  e
    nazionale; 
        c) detenere, trasportare e commerciare  il  prodotto  pescato  in
    zone e tempi vietati dalla normativa comunitaria e nazionale; 
        d) pescare direttamente stock ittici per  i  quali  la  pesca  e'
    sospesa ai fini del ripopolamento per la ricostituzione degli stessi; 
        e) pescare quantita' superiori a quelle autorizzate, per ciascuna
    specie, dalla normativa comunitaria e nazionale; 
        f) effettuare  catture  accessorie  o  accidentali  in  quantita'
    superiori a quelle autorizzate, per ciascuna specie, dalla  normativa
    nazionale e comunitaria; 
        g) pescare direttamente uno stock ittico per il quale e' previsto
    un contingente di cattura, senza disporre di tale contingente  ovvero
    dopo che il medesimo e' andato esaurito; 
        h) pescare con attrezzi  o  strumenti,  vietati  dalla  normativa
    comunitaria e nazionale o non  espressamente  permessi,  o  collocare
    apparecchi fissi o mobili ai fini di pesca  senza  o  in  difformita'
    della necessaria autorizzazione; 
        i) detenere  attrezzi  non  consentiti,  non  autorizzati  o  non
    conformi alla normativa vigente e detenere, trasportare o commerciare
    il prodotto di tale pesca; 
        l)  manomettere,  alterare   o   modificare   l'apparato   motore
    dell'unita' da pesca, al fine di aumentarne la potenza oltre i limiti
    massimi indicati nella relativa certificazione tecnica; 
        m) navigare con  un  dispositivo  di  localizzazione  satellitare
    manomesso,    alterato    o    modificato,    nonche'    interrompere
    volontariamente il segnale; 
        n)  falsificare  o  occultare  la  marcatura,  l'identita'  o   i
    contrassegni di individuazione dell'unita' da pesca; 
        o)  violare  gli  obblighi  previsti   dalle   pertinenti   norme
    comunitarie e nazionali in materia di registrazione  e  dichiarazione
    dei dati relativi alle catture e agli sbarchi,  compresi  i  dati  da
    trasmettere attraverso il sistema di controllo  dei  pescherecci  via
    satellite; 
        p)  violare  gli  obblighi  previsti   dalle   pertinenti   norme
    comunitarie e nazionali in materia di registrazione  e  dichiarazione
    dei dati relativi alle catture e agli sbarchi di specie  appartenenti
    a stock oggetto di piani pluriennali  o  pescate  fuori  dalle  acque
    mediterranee; 
        q) effettuare operazioni di trasbordo o partecipare a  operazioni
    di pesca congiunte con pescherecci sorpresi ad esercitare  pesca  INN
    (pesca illegale, non dichiarata e non  regolamentata)  ai  sensi  del
    regolamento (CE) n. 1005/2008,  in  particolare  con  quelli  inclusi
    nell'elenco dell'Unione delle navi INN o nell'elenco delle  navi  INN
    di  un'organizzazione  regionale  per  la  pesca,  o  prestazione  di
    assistenza o rifornimento a tali navi; 
        r) utilizzare un peschereccio privo di nazionalita' e  quindi  da
    considerare senza bandiera ai sensi del diritto vigente; 
        s) occultare, manomettere o eliminare elementi di prova  relativi
    ad un'indagine posta in essere dagli  ispettori  della  pesca,  dagli
    organi deputati alla vigilanza ed al controllo e  dagli  osservatori,
    nell'esercizio delle loro  funzioni,  nel  rispetto  della  normativa
    nazionale e comunitaria; 
        t) intralciare l'attivita' posta in essere dagli ispettori  della
    pesca, dagli organi deputati alla vigilanza ed al controllo  e  dagli
    osservatori, nell'esercizio delle loro funzioni, nel  rispetto  della
    normativa nazionale e comunitaria. 
      2. I divieti di cui alle lettere b), c), d), g) ed h) del  comma  1
    non riguardano la  pesca  scientifica,  nonche'  le  altre  attivita'
    espressamente  autorizzate   ai   sensi   della   vigente   normativa
    comunitaria  e  nazionale.   Resta   esclusa   qualsiasi   forma   di
    commercializzazione per i prodotti  di  tale  tipo  di  pesca  ed  e'
    consentito detenere e trasportare le specie  pescate  per  soli  fini
    scientifici. 
      3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano  ai
    prodotti dell'acquacoltura  e  a  quelli  ad  essa  destinati,  fermo
    restando quanto previsto dall'articolo 16  del  regolamento  (CE)  n.
    1967/06. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 11 
     
                     Sanzioni amministrative principali 
     
      1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola  i  divieti
    posti dall'articolo 10, comma 1, lettere a), b), c), d), e), f),  g),
    h), i), l), m), n), p),  q),  r),  s),  t)  ed  u),  e'  soggetto  al
    pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da  2.000  euro  a
    12.000 euro. 
      2. Chiunque violi il  divieto  posto  dall'articolo  10,  comma  1,
    lettera o), e' soggetto al pagamento  della  sanzione  amministrativa
    pecuniaria da 1.000 euro a 6.000 euro. 
      3.  E'  soggetto  al  pagamento   della   sanzione   amministrativa
    pecuniaria da 2.000 euro a 6.000 chiunque: 
        a) esercita la pesca marittima senza la preventiva iscrizione nel
    registro dei pescatori marittimi; 
        b) viola il divieto di cui all'articolo 6, comma 3. 
      4.  E'  soggetto  al  pagamento   della   sanzione   amministrativa
    pecuniaria da 1.000 euro a 3.000 chiunque: 
        a) viola le norme del decreto del Presidente della  Repubblica  2
    ottobre 1968, n. 1639, relative all'esercizio della  pesca  sportiva,
    ricreativa e subacquea; 
        b) cede un fucile subacqueo o altro  attrezzo  simile  a  persona
    minore degli anni sedici, ovvero affidi un fucile subacqueo  o  altro
    attrezzo similare a persona minore degli anni sedici,  se  questa  ne
    faccia uso. 
      5. L'armatore e' solidalmente  e  civilmente  responsabile  con  il
    comandante  della  nave  da  pesca  per  le  sanzioni  amministrative
    pecuniarie inflitte ai propri ausiliari  e  dipendenti  per  illeciti
    commessi nell'esercizio della pesca marittima. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 12 
     
                     Sanzioni amministrative accessorie 
     
      1. Alle violazioni di cui all'articolo 11,  commi  1,  2,  3  e  4,
    lettera  a),  sono  applicate  le  seguenti  sanzioni  amministrative
    accessorie: 
        a) la confisca del pescato; 
        b) la confisca degli attrezzi, degli strumenti e degli apparecchi
    usati o detenuti, in contrasto con le pertinenti normative  nazionali
    e comunitarie. E' sempre disposta la confisca degli  attrezzi,  degli
    strumenti e degli apparecchi usati o detenuti che non siano  conformi
    alle pertinenti  normative  nazionali  e  comunitarie.  Gli  attrezzi
    confiscati non  consentiti,  non  autorizzati  o  non  conformi  alla
    normativa vigente sono distrutti e le spese relative alla custodia  e
    demolizione sono poste a carico del contravventore; 
        c) l'obbligo di rimettere in pristino le zone in cui  sono  stati
    collocati  apparecchi  fissi  o  mobili  di  cui  alla   lettera   h)
    dell'articolo 10, comma 1. 
      2. Qualora le violazioni di cui alle lettere h) ed i) del  comma  1
    dell'articolo 10 siano commesse  con  reti  da  posta  derivante,  e'
    sempre disposta nei confronti  del  titolare  dell'impresa  di  pesca
    quale obbligato in solido, la sospensione della licenza di pesca  per
    un periodo da tre mesi a sei mesi e, in caso di recidiva,  la  revoca
    della medesima licenza, anche ove non  venga  emessa  l'ordinanza  di
    ingiunzione. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 13 
     
                          Disposizioni procedurali 
     
      1. Le sanzioni amministrative principali ed accessorie previste per
    le violazioni di cui al presente  decreto  si  applicano  secondo  le
    modalita' di cui alla legge 24 novembre 1981, n.  689,  e  successive
    modificazioni. 
      2. In relazione alle violazioni individuate dal  presente  decreto,
    l'autorita' competente a ricevere il rapporto di cui all'articolo  17
    della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni,  e'
    il Capo del compartimento marittimo. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 14 
     
            Istituzione del sistema di punti per infrazioni gravi 
     
      1. E' istituito il sistema di punti per  infrazioni  gravi  di  cui
    all'articolo 92 del regolamento (CE) n. 1224/2009  ed  agli  articoli
    125 e seguenti del regolamento (CE) n. 404/2011. 
      2.  Costituiscono  infrazioni  gravi  le  contravvenzioni  di   cui
    all'articolo 7, comma  1,  lettere  a),  c)  e  g),  e  gli  illeciti
    amministrativi di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a),  b),  d),
    g), h), n), o), p), q), r), s) e t). 
      3.  La  commissione  di  un'infrazione  grave  da'   sempre   luogo
    all'assegnazione di un numero di punti alla licenza  di  pesca,  come
    individuati nell'allegato I, anche se non venga emessa l'ordinanza di
    ingiunzione. 
      4. Con successivo decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
    alimentari  e  forestali  sono  individuati  modalita',   termini   e
    procedure per l'applicazione del sistema di punti di cui al  presente
    articolo, ferma restando la competenza della Direzione generale della
    pesca marittima e  dell'acquacoltura  in  ordine  alla  revoca  della
    licenza di pesca. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 15 
     
                     Registro nazionale delle infrazioni 
     
      1. Il Registro nazionale delle infrazioni e'  istituito  presso  il
    Centro  controllo  nazionale  pesca  del   Comando   generale   delle
    Capitanerie di porto presso il Ministero delle infrastrutture  e  dei
    trasporti. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 16 
     
                Sospensione e revoca definitiva della licenza 
     
      1. L'assegnazione di un numero totale di punti pari o  superiore  a
    18, comporta la sospensione della licenza di pesca per un periodo  di
    due mesi. Se il numero totale di punti e' pari o superiore a  36,  la
    licenza di pesca e' sospesa per un periodo di  quattro  mesi.  Se  il
    numero totale di punti e' pari o superiore a 54, la licenza di  pesca
    e' sospesa per un periodo di otto mesi. Se il numero totale di  punti
    e' pari o superiore a 72, la licenza  di  pesca  e'  sospesa  per  un
    periodo di un anno. 
      2. Se nel corso di una ispezione vengono  individuate  due  o  piu'
    infrazioni gravi, alla licenza di pesca  sono  assegnati  fino  a  un
    massimo di 12 punti. 
      3. L'accumulo di 90 punti sulla licenza di pesca comporta la revoca
    definitiva della licenza di pesca. 
      4. Qualora una licenza di pesca sia  stata  sospesa  ai  sensi  del
    presente articolo, eventuali nuovi punti assegnati  alla  licenza  di
    pesca vengono aggiunti ai punti esistenti. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 17 
     
    Pesca illegale durante la sospensione o successivamente  alla  revoca
                      definitiva della licenza di pesca 
     
      1. Se un peschereccio la cui licenza di pesca e'  stata  sospesa  o
    revocata a titolo definitivo, conformemente all'articolo  16,  svolge
    attivita'  di   pesca   durante   il   periodo   di   sospensione   o
    successivamente alla revoca definitiva della licenza  di  pesca,  gli
    organi  preposti  al  controllo  adottano  le  misure  di  esecuzione
    immediata ritenute piu' idonee tra quelle previste  dall'articolo  43
    del regolamento (CE) n. 1005/2008. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 18 
     
                           Cancellazione di punti 
     
      1. Qualora  una  licenza  di  pesca  sia  stata  sospesa  ai  sensi
    dell'articolo 16, eventuali nuovi punti  assegnati  alla  licenza  di
    pesca vengono aggiunti ai punti esistenti ai  fini  dell'applicazione
    dell'articolo 16. 
      2. Se il numero totale di punti assegnati alla licenza di pesca  e'
    superiore a due vengono cancellati due punti qualora: 
        a) il peschereccio utilizzato per commettere l'infrazione per cui
    sono stati assegnati i  punti  utilizzi  in  seguito  il  sistema  di
    controllo dei pescherecci ┬źvessel monitoring system┬╗ - VMS o  proceda
    alla registrazione e  alla  trasmissione  elettronica  dei  dati  del
    giornale  di  pesca,  della  dichiarazione  di  trasbordo   e   della
    dichiarazione di sbarco senza essere legalmente obbligato all'uso  di
    tali tecnologie, o; 
        b) il titolare della licenza di pesca si  offra  volontariamente,
    dopo  l'assegnazione  dei  punti,  per  partecipare  a  una  campagna
    scientifica per il miglioramento della selettivita' degli attrezzi da
    pesca, o; 
        c)  il  titolare  della  licenza   di   pesca   sia   membro   di
    un'organizzazione di produttori e accetti un piano di pesca  adottato
    dall'organizzazione    di     produttori     nell'anno     successivo
    all'assegnazione dei punti che comporti  una  riduzione  del  10  per
    cento delle possibilita' di pesca per il titolare  della  licenza  di
    pesca, o; 
        d) il titolare della licenza di pesca partecipi a  una  attivita'
    di pesca che rientri  in  un  programma  di  etichettatura  ecologica
    destinato  a  certificare  e  promuovere  etichette  per  i  prodotti
    provenienti  da  una  corretta  gestione  della  pesca  marittima   e
    focalizzato su temi correlati all'utilizzo sostenibile delle  risorse
    della pesca. 
      3. Per ciascun periodo triennale successivo alla  data  dell'ultima
    infrazione grave, il titolare di una licenza di pesca puo'  avvalersi
    una sola volta di una delle opzioni di cui alle lettere a), b), c)  e
    d) del comma 2  per  ridurre  il  numero  di  punti  assegnatigli,  a
    condizione che tale riduzione non comporti la cancellazione di  tutti
    i punti della licenza di pesca. 
      4. Nel caso in cui non venga commessa una  nuova  infrazione  grave
    nei tre anni successivi all'ultima infrazione grave,  tutti  i  punti
    applicati sulla licenza di pesca sono annullati. 
      5. Se i punti sono stati cancellati a norma dei commi  2  e  4,  il
    titolare della licenza viene informato dalla Direzione generale della
    pesca marittima e  dell'acquacoltura  di  tale  cancellazione  e  del
    numero di punti eventualmente rimanenti. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 19 
     
              Sistema di punti per i comandanti dei pescherecci 
     
      1. E' istituito un  sistema  di  punti  per  infrazioni  gravi  del
    comandante a norma dell'articolo 92,  paragrafo  6,  del  regolamento
    (CE) n.  1224/2009  e  dell'articolo  134  del  regolamento  (CE)  n.
    404/2011. 
      2. La commissione di un'infrazione grave, di cui  all'articolo  14,
    comma 2, da' sempre luogo all'assegnazione di un numero di  punti  al
    marittimo imbarcato con la funzione di  comandante  della  unita'  da
    pesca, come individuati nell'allegato I, anche se  non  viene  emessa
    l'ordinanza di ingiunzione. 
      3. Con successivo decreto del  Ministro  delle  politiche  agricole
    alimentari  e  forestali  sono  individuati  modalita',   termini   e
    procedure per l'applicazione del sistema di punti di cui al  presente
    articolo. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 20 
     
                 Sanzioni applicate al comandante della nave 
     
      1. L'applicazione del sistema di  punti  di  cui  all'articolo  19,
    comporta: 
        a) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 18,
    il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di 15
    giorni dalla data di notifica del provvedimento di  assegnazione  dei
    punti; 
        b) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 54,
    il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di 30
    giorni dalla data di notifica del provvedimento di  assegnazione  dei
    punti; 
        c) al raggiungimento di un numero di punti pari o superiore a 90,
    il divieto di svolgere le funzioni di comandante per un periodo di  2
    mesi dalla data di notifica del  provvedimento  di  assegnazione  dei
    punti. 
      2. Se nel corso di una  ispezione  vengono  accertate  due  o  piu'
    infrazioni gravi, sono assegnati fino a un massimo di 12 punti. 
      3. Nel caso in cui non venga commessa una  nuova  infrazione  grave
    nei tre anni successivi all'ultima infrazione grave,  tutti  i  punti
    applicati alle funzioni di comandante sono annullati. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 21 
     
                            Sanzioni disciplinari 
     
      1. Se le infrazioni di cui al  presente  titolo  sono  commesse  da
    appartenenti al personale marittimo, laddove ricorrano i  presupposti
    di cui agli articoli 1249 e seguenti del  codice  della  navigazione,
    sono applicate anche le sanzioni disciplinari ivi previste. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 22 
     
                            Vigilanza e controllo 
     
      1. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali  -
    Direzione generale della  pesca  marittima  e  dell'acquacoltura,  in
    qualita' di autorita' competente ai sensi dell'articolo 5,  paragrafo
    5, del regolamento  (CE)  n.  1224/2009,  coordina  le  attivita'  di
    controllo. 
      2. Ai fini dell'espletamento delle funzioni di cui  all'articolo  5
    del regolamento (CE)  n.  1224/2009,  il  Ministero  delle  politiche
    agricole, alimentari e forestali -  Direzione  Generale  della  pesca
    marittima e dell'acquacoltura si avvale del Corpo  delle  capitanerie
    di porto, quale Centro di controllo nazionale della pesca. 
      3. L'attivita' di controllo sulla  pesca,  sul  commercio  e  sulla
    somministrazione dei prodotti di essa, nonche'  l'accertamento  delle
    infrazioni sono affidati, sotto la  direzione  dei  comandanti  delle
    Capitanerie di Porto, al personale civile e  militare  dell'Autorita'
    marittima  centrale  e  periferica,  alle  Guardie  di  finanza,   ai
    Carabinieri, agli Agenti di pubblica sicurezza ed agli agenti giurati
    di cui al comma 4. 
      4. Le Amministrazioni regionali,  provinciali  e  comunali  possono
    nominare, mantenendoli a proprie spese,  agenti  giurati  da  adibire
    alla vigilanza sulla pesca. 
      5. Gli agenti giurati  di  cui  al  comma  4  debbono  possedere  i
    requisiti previsti dalle leggi di pubblica sicurezza. La loro nomina,
    previo  parere  favorevole  del  capo  del  Compartimento  marittimo,
    avviene secondo le norme previste dalle leggi di pubblica sicurezza. 
      6. Ai soggetti di cui al comma 3, e' riconosciuta, qualora gia'  ad
    esse non competa, la qualifica  di  ufficiali  o  agenti  di  polizia
    giudiziaria,  secondo  le  rispettive  attribuzioni,  ai  fini  della
    vigilanza sulla pesca ai sensi dell'articolo 55,  ultimo  comma,  del
    codice di procedura penale. 
      7. Gli incaricati  del  controllo  sulla  pesca  marittima  possono
    accedere  in  ogni  momento  presso  le  navi,  i  galleggianti,  gli
    stabilimenti  di  pesca,  i  luoghi  di  deposito   e   di   vendita,
    commercializzazione e somministrazione e presso i mezzi di  trasporto
    dei prodotti della pesca, al fine  di  accertare  l'osservanza  delle
    norme sulla disciplina della pesca. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 23 
     
                           Risarcimento del danno 
     
      1. Per i reati previsti dal  presente  decreto  le  Amministrazioni
    interessate possono costituirsi parte civile  nel  relativo  giudizio
    penale. 
    
            
          
              
                Capo II 

    Sanzioni

                                   Art. 24 
     
    Potere di deroga del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e
                                  forestali 
     
      1. Il Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali
    puo', con proprio decreto, sentita la Commissione consultiva centrale
    per la pesca marittima, disciplinare la pesca anche  in  deroga  alle
    discipline  regolamentari  nazionali,  in  conformita'   alle   norme
    comunitarie, al fine  di  adeguarla  al  progresso  delle  conoscenze
    scientifiche  e  delle  applicazioni  tecnologiche,  e  favorirne  lo
    sviluppo in determinate zone o per determinate classi di essa. 
      2. Il Ministro delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali
    puo', con proprio decreto, sospendere l'attivita' di pesca o disporne
    limitazioni in conformita' alle disposizioni del regolamento (CE)  n.
    2371/2002, al fine di conservare e gestire le risorse della pesca. 
    
            
          
              
                Capo III 

    Disposizioni finali

                                   Art. 25 
     
                               Norme attuative 
     
      1. Il comma 1 dell'articolo 10 del decreto  legislativo  26  maggio
    2004, n. 153, e' sostituito dal seguente: 
      ┬ź1. Ai sensi dell'articolo 17, comma 3, legge 23  agosto  1988,  n.
    400, sulla proposta del Ministro delle politiche agricole  alimentari
    e forestali, di concerto con i Ministeri competenti per materia e  di
    intesa con le regioni e le provincie Autonome sono emanati i  decreti
    di attuazione del presente decreto.┬╗. 
      2. Restano in vigore le disposizioni  del  decreto  del  Presidente
    della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639. 
    
            
          
              
                Capo III 

    Disposizioni finali

                                   Art. 26 
     
                     Clausola di invarianza finanziaria 
     
      1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri per la finanza pubblica. 
      2.   Le   amministrazioni    pubbliche    interessate    provvedono
    all'attuazione del presente decreto con le risorse umane, strumentali
    e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
    
            
          
              
                Capo III 

    Disposizioni finali

                                   Art. 27 
     
                                 Abrogazioni 
     
      1. Dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono
    abrogati: 
        a) la legge 14 luglio 1965, n. 963; 
        b) l'articolo 7 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  2
    ottobre 1968, n. 1639; 
        c) l'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 102; 
        d) gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001,  n.
    226, e successive modificazioni; 
        e) i commi 2 e 3 dell'articolo 1 e gli articoli 6, 7, 8 e  9  del
    decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153; 
        f) i commi 2 e 2-bis dell'articolo 11 del decreto legislativo  26
    maggio 2004, n. 154. 
      2. Le norme abrogate dal comma 1 sono sostituite dalle disposizioni
    del presente decreto. 
    
            
          
              
                Capo III 

    Disposizioni finali

                                   Art. 28 
     
                              Entrata in vigore 
     
      1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
    quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
    Repubblica italiana. 
      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare. 
        Dato a Roma, addi' 9 gennaio 2012 
     
                                 NAPOLITANO 
     
                                    Monti, Presidente del  Consiglio  dei
                                    Ministri e Ministro  dell'economia  e
                                    delle finanze 
     
                                    Catania,  Ministro  delle   politiche
                                    agricole alimentari e forestali 
     
                                    Moavero Milanesi,  Ministro  per  gli
                                    affari europei 
     
                                    Terzi di Sant'Agata,  Ministro  degli
                                    affari esteri 
     
                                    Severino, Ministro della giustizia 
     
                                    Passera,        Ministro        delle
                                    infrastrutture e dei trasporti 
     
    Visto, il Guardasigilli: Severino 
    
            
          
              
                Capo III 

    Disposizioni finali

                                                               Allegato I 
     
                 PUNTI ASSEGNATI IN CASO DI INFRAZIONI GRAVI 
        
    
    ---------------------------------------------------------------------
    N.                       Infrazione grave                       Punti
    ---------------------------------------------------------------------
    1    Violazione degli obblighi previsti dalle pertinenti norme    3
         comunitarie e nazionali in materia di registrazione e
         dichiarazione dei dati relativi alle catture e agli
         sbarchi, compresi i dati da trasmettere attraverso il
         sistema di controllo dei pescherecci via satellite
    
         Violazione degli obblighi previsti dalle pertinenti norme
         comunitarie e nazionali in materia di registrazione e
         dichiarazione dei dati relativi alle catture e agli sbarchi
         di specie appartenenti a stock oggetto di piani pluriennali
         o pescate fuori dalle acque mediterranee
    
         (Articolo 10, comma 1, lettere o) e p), del presente
         decreto in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo
         1, del regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42,
         paragrafo 1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1,
         lettera b), del regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    2    Pesca con attrezzi o strumenti vietati dalle pertinenti      4
         disposizioni comunitarie e nazionali o non espressamente
         permessi
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera h) del presente decreto, in
         combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera e), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    3    Falsificazione o occultamento di marcatura, identita' o i     5
         contrassegni di individuazione dell'unita' da pesca
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera n), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera f), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    4    Occultamento, manomissione o eliminazione di elementi di     5
         prova relativi a un'indagine posta in essere dagli
         ispettori della pesca, dagli organi deputati alla
         vigilanza ed al controllo e dagli osservatori,
         nell'esercizio delle loro funzioni, nel rispetto della
         normativa nazionale e comunitaria
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera s), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera g), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    5    Detenzione, sbarco e trasbordo di esemplari di specie        5
         ittiche di taglia inferiore alla taglia minima in
         violazione della normativa in vigore
    
         (Articolo 7, comma 1, lettera a), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera i), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    6    Esercizio della pesca in acque sottoposte alla competenza    5
         di un'organizzazione regionale per la pesca, in violazione
         delle misure di conservazione o gestione e senza avere la
         bandiera di uno degli Stati Membri di detta Organizzazione
    
         (Articolo 7, comma 1, lettera g), del presente decreto, in
         combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera k), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    7    Pesca con unita' iscritte nei registri di cui all'articolo    7
         146 cod. nav., senza essere in possesso di una licenza di
         pesca, o di un'autorizzazione in corso di validita'
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera a), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera a), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    8    Pesca in zone e tempi vietati dalla normativa nazionale      6
         e comunitaria
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera b), del presente decreto in
         combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    9    Pesca diretta di uno stock ittico per il quale e' previsto    6
         un contingente di cattura, senza disporre di tale
         contingente ovvero dopo che il medesimo e' andato esaurito
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera g), del presente decreto
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    10   Pesca diretta di stock ittici per i quali la pesca e'         7
         sospesa ai fini del ripopolamento per la ricostituzione
         degli stessi.
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera d), del presente decreto
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera d), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    11   Detenzione, sbarco, trasporto e commercializzazione delle    7
         specie di cui sia vietata la cattura in qualunque stadio
         di crescita, in violazione della normativa in vigore.
    
         (Articolo 7, comma 1, lettera c), del presente decreto in
         combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettere d) ed
         i), del regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    12   Intralcio all'attivita' posta in essere dagli ispettori       7
         della pesca, dagli organi deputati alla vigilanza ed al
         controllo, nell'esercizio delle loro funzioni di controllo
         e dagli osservatori nell'esercizio delle loro funzioni di
         sorveglianza nel rispetto delle dalle pertinenti
         disposizioni comunitarie e nazionali
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera t), del presente decreto in
         combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera h), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    13   Operazioni di trasbordo o partecipazione a operazioni di     7
         pesca congiunte con pescherecci sorpresi a esercitare
         pesca INN ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2008, in
         particolare con quelli inclusi nell'elenco dell'Unione
         delle navi INN o nell'elenco delle navi INN di
         un'organizzazione regionale per la pesca, o prestazione
         di assistenza o rifornimento a tali navi
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera q), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera j), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    14   Utilizzo di un peschereccio privo di nazionalita' e quindi    7
         da considerare nave senza bandiera ai sensi del diritto
         vigente
    
         (Articolo 10, comma 1, lettera r), del presente decreto,
         in combinato disposto con l'articolo 90, paragrafo 1, del
         regolamento (CE) n. 1224/2009, con l'articolo 42, paragrafo
         1, lettera a), e l'articolo 3, paragrafo 1, lettera l), del
         regolamento (CE) n. 1005/2008)
    ---------------------------------------------------------------------
    
        
    
     
Mondolegale 2011
powered by SviluppoeConsulenza.com