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  • Luned√¨ 13 Giugno 2011 10:53
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    Lavoro Pubblico e Privato/Personale

    Incarichi dirigenziali ex art. 19 D.Lgs. 165/2001

    sentenza T.A.R. Emilia Romagna - Parma n. 55 del 01/03/2005

    Gli incarichi dirigenziali ex art. 19 D.Lgs. 165/2001 possono essere espletati dai dipendenti dello Stato anche non contrattualizzati nell'ambito di pubbliche amministrazioni? E tra queste rientrano anche gli enti locali?

    1. Pubblico impiego - Dirigenza - Nomina - Disciplina ex art. 19 D.Lgs. 165/2001 - Destinatari - Individuazione

    2. Pubblico impiego - Dirigenza - Nomina - Incarichi dirigenziali ex art. 19 D.Lgs. 165/2001 - Conferimento a personale dell'amministrazione della difesa e delle forze di polizia - Legittimità - Ragioni - A personale anche non contrattualizzato - Legittimità



    1. L'articolo 19 del D.Lgs. 165/2001 - in forza del quale gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti, da ciascuna amministrazione, fornendone esplicita motivazione, a tempo determinato, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione - riguarda il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni all'amministrazione, i quali possono essere espletati dai dipendenti dello Stato anche non contrattualizzati nell'ambito di pubbliche amministrazioni tra cui rientrano anche gli enti locali.

    2. La possibilit√† (ex art. 19 D.Lgs. 165/2001) di conferire incarichi dirigenziali "a termine" da parte di altre amministrazioni al personale dell'amministrazione della difesa e delle forze di polizia, non mette in discussione la specificit√† di tale categoria di dipendenti pubblici. Tali incarichi, peraltro rigorosamente a tempo determinato, rappresentano momenti di crescita della vita professionale, sia pure nell'ambito della cura dell'interesse pubblico, da cui non pu√≤ rimanere avulso il personale militare, pena un ingiustificato diverso trattamento rispetto alle altre categorie ricomprese nel pubblico impiego nel senso pi√Ļ ampio dell'espressione. L'art. 19 citato inoltre non effettua una differenziazione tra il personale contrattualizzato e quello non contrattualizzato, ma contiene solo un'elencazione dei requisiti che devono essere posseduti per ricoprire l'incarico di funzione a tempo determinato. Tra questi requisiti vi √® la particolare specializzazione professionale, derivante, tra l'altro, da concrete esperienze di lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza. Pertanto, una corretta interpretazione dell'art. 19 √® nel senso che gli incarichi dirigenziali possono essere espletati dai dipendenti dello Stato anche non contrattualizzati nell'ambito di pubbliche amministrazioni.



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    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima) ha pronunciato la presente
    SENTENZA
    sul ricorso numero di registro generale 216 del 2008, proposto da G. M., rappresentato e difeso dall'avv. Luciana Guareschi, con domicilio eletto presso l'avv. Luciana Guareschi in Parma, Borgo Regale 1 c/o Studio Volponi;
    contro
    Il Ministero della Difesa, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bologna, domiciliata per legge in Bologna, via Guido Reni 4;
    per l'annullamento
    del provvedimento del Ministero della Difesa, Direzione generale per il personale militare, prot. M-D GMIL II 5 1 0391072 del 28.07.2008 di mancato accoglimento dell'istanza di collocamento in aspettativa presentata dal ricorrente, in parte qua e nelle parti indicate nei motivi di ricorso;
    di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso.
    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatrice nell'udienza pubblica del giorno 26 gennaio 2011 la dott.ssa Emanuela Loria e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
    FATTO E DIRITTO
    Il ricorrente è Tenente dell'Arma dei Carabinieri e presta servizio quale Ufficiale in Servizio permanente, comandando il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Parma.
    In data 12 giugno 2008 il Sindaco di Parma, avvertito l'interessato, inoltrava apposita richiesta al Ministero della Difesa, evidenziando la inderogabile necessità di avere la disponibilità del Tenente G. M. per fargli assumere la Direzione del Settore Sicurezza del Comune di Parma con decorrenza dal 1^ agosto 2008; l'assunzione sarebbe avvenuta a tempo determinato ai sensi dell'articolo 110 del D.lgs. 267/2000 e a seguito di collocazione in aspettativa del ricorrente ai sensi dell'articolo 119, comma 6 del d.lgs. 165/2001.
    In data 12 giugno 2008 il ricorrente inoltrava, al Ministero della Difesa, richiesta di collocamento in aspettativa senza assegni ai sensi dell'articolo 119, comma 6 D.lgs. 165/2001 con decorrenza dal 01 agosto 2008 per assumere l'incarico dirigenziale a tempo determinato di Dirigente del Settore Sicurezza del comune di Parma ai sensi dell'art. 110 del d.lgs. 267/2000.
    In data 31 luglio 2008 veniva notificato al ricorrente il provvedimento in data 28 luglio 2008 del Ministero della Difesa, Direzione Generale per il personale militare, con il quale è stata respinta l'istanza di collocamento in aspettativa senza assegni del ricorrente.
    Con il ricorso in epigrafe, notificato in data 29 agosto 2008 e depositato in data 08 settembre 2008 il ricorrente ha impugnato il citato provvedimento dolendosi per i seguenti motivi di diritto:
    1. Violazione del d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e in specie e tra l'altro degli artt. 3 e 19, nonché violazione del d.lgs. n. 267/2000 e in specie e tra l'altro dell'art. 110 del D.P.R. 8 agosto 2002 n. 213. Il provvedimento impugnato sarebbe stato emanato in violazione dell'art. 3 del d.lgs. 165/2001 in quanto sposa l'interpretazione per cui il personale militare e delle Forze di Polizia sarebbe sottratto integralmente dall'applicazione della disciplina del d.lgs. 165/2001; così pure sarebbe errata l'interpretazione data all'articolo 19 del medesimo decreto legislativo secondo cui tale norma si riferirebbe solo a incarichi di direzione di uffici di amministrazioni statali e non anche agli enti locali territoriali; così pure vi sarebbe stata un'erronea interpretazione dell'articolo 110 d.lgs. 267/2000 secondo cui tale norma escluderebbe che incarichi dirigenziali di enti locali possano essere attribuiti ad appartenenti ad amministrazioni pubbliche.
    2. Violazione dell'art. 10 bis legge 241/1990 - eccesso di potere per illogicità manifesta e difetto di motivazione. Il provvedimento è illegittimo in quanto al ricorrente non è stata data alcuna previa comunicazione in ordine al rigetto della sua istanza, circostanza che ha impedito di formulare osservazioni e produrre documenti come invece previsto dall'art. 10 bis l. 241/1990 s.m.i.
    Si è costituita in giudizio l'amministrazione a mezzo dell'Avvocatura dello Stato, chiedendo che il ricorso sia respinto in quanto infondato.
    Alla pubblica udienza del 26 gennaio 2011 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
    Il ricorso deve essere accolto.
    Esso appare fondato sotto il rilevato profilo della violazione e erronea interpretazione dell'articolo 19 del d.lgs. 165/2001 da parte dell'amministrazione resistente: tale disposizione prevede che gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti, da ciascuna amministrazione, fornendone esplicita motivazione, a tempo determinato, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione. La durata di tali incarichi, comunque, non può eccedere, per gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e 4, il termine di tre anni, e per gli altri incarichi di funzione dirigenziale il termine di cinque anni. Il personale, in questi casi, è collocato in aspettativa senza assegni presso l'amministrazione di appartenenza e continua a occupare il relativo posto nella dotazione organica.
    L'amministrazione, nel provvedimento impugnato, opina nel senso che la norma si riferisce a incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni centrali dello Stato con esclusione degli Enti locali, i quali sarebbero portatori di un'autonoma e distinta soggettività giuridica, la cui azione amministrativa è diretta verso interessi diversi da quelli delle Amministrazioni dello Stato.
    Ed ancora, la citata previsione, nel prevedere una disciplina del tutto tipica in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali (professionalità e specializzazione) che devono indirizzarne l'assegnazione, non fa alcun richiamo alla possibilità di attribuire tale tipologia di incarico a personale non appartenente alle amministrazioni centrali dello Stato, segnatamente a quello militare.
    Le argomentazioni sopra richiamate non sono condivisibili, in quanto la disposizione legislativa di cui si è detto riguarda il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni all'amministrazione e può essere esteso anche al conferimento di tali incarichi nell'ambito degli enti locali. Il ragionamento seguito dall'amministrazione costituita in ordine alla diversità degli interessi pubblici perseguiti non può essere condiviso, in quanto, seguendo tale ragionamento, dovrebbe affermarsi la ostatività di questa forma di conferimento degli incarichi anche nell'ambito delle amministrazioni centrali che perseguono talvolta distinti interessi pubblici.
    Quanto alla possibilit√† di conferire questo genere di incarichi al personale dell'amministrazione della difesa e delle forze di polizia, la specificit√† di tale categoria di dipendenti pubblici non viene messa in discussione dal conferimento di incarichi dirigenziali ‚Äúa termine‚ÄĚ da parte di altre amministrazioni. Tali incarichi, peraltro rigorosamente a tempo determinato, rappresentano momenti di crescita della vita professionale, sia pure nell'ambito della cura dell'interesse pubblico, da cui non pu√≤ rimanere avulso il personale militare, pena un ingiustificato diverso trattamento rispetto alle altre categorie ricomprese nel pubblico impiego nel senso pi√Ļ ampio dell'espressione.
    L'art. 19 citato inoltre non effettua una differenziazione tra il personale contrattualizzato e quello non contrattualizzato, ma contiene solo un'elencazione dei requisiti che devono essere posseduti per ricoprire l'incarico di funzione a tempo determinato. Tra questi requisiti vi è la particolare specializzazione professionale, derivante, tra l'altro, da concrete esperienze di lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza: ipotesi in cui rientra, per l'appunto, il caso del ricorrente, la cui professionalità appare in linea con l'incarico proposto dall'amministrazione comunale di Parma.
    Il Collegio conclusivamente ritiene che la corretta interpretazione dell'art. 19 sia nel senso che gli incarichi dirigenziali possono essere espletati dai dipendenti dello Stato anche non contrattualizzati nell'ambito di pubbliche amministrazioni tra cui rientrano anche gli enti locali.
    L'interpretazione estensiva è stata, del resto, seguita anche dall'amministrazione resistente in altra circostanza documentata dal ricorrente (decreto in data 22 aprile 2005 del Ministero della Difesa, Direzione centrale per il personale militare, II reparto).
    Alla luce di tali argomenti il ricorso deve essere accolto, con assorbimento delle rimanenti censure e con compensazione delle spese di giudizio, in considerazione del differente esito della fase cautelare.
    P. Q. M.
    definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie per l'effetto annulla, in parte qua, l'impugnato provvedimento.
    Spese compensate.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
    Così deciso, in Parma, nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2011 con l'intervento dei magistrati:
     
    IL PRESIDENTE
    Michele Perrelli
    L'ESTENSORE
    Emanuela Loria
    IL CONSIGLIERE
    Italo Caso
     
    Depositata in Segreteria il 1 marzo 2011
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
     
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