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  • Gioved√¨ 21 Giugno 2012 07:50
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    Lavoro Pubblico e Privato/Lavoro pubblico

    Risarcimento del danno del pubblico dipendente immesso in ruolo tardivamente

    sentenza T.A.R. Basilicata - Potenza n. 272 del 11/06/2012

    Sui principi ed i criteri applicabili ai fini del risarcimento del danno subito dal pubblico dipendente immesso in ruolo e assunto tardivamente dall'amministrazione.

    1. Giudizio amministrativo - Procedura - Termini - Per impugnare - Provvedimento di immissione in ruolo - Decadenziali - Ragioni

    2. Responsabilità - Civile - Risarcimento danni - Immissione in ruolo ingiustificatamente tardiva - Spetta - Ragioni - Liquidazione - Criteri

    1. L'azione di accertamento del diritto all'assunzione nell'organico del Comune, con effetto retroattivo, ed al conseguente riconoscimento delle somme dovute a titolo di retribuzioni ed indennità per il rapporto di lavoro instaurato, è inammissibile allorchè il lavoratore non abbia impugnato gli atti relativi alla sua immissione nel citato ruolo, nella parte in cui non riconoscevano alcun "diritto pregresso" al suo status giuridico- economico. Ed invero, l'immissione in ruolo, essendo provvedimento a carattere autoritativo ed avente efficacia costitutiva del rapporto di pubblico impiego, incide su posizioni di interesse legittimo, sicché, una volta decorso il termine decadenziale di legge, il relativo provvedimento diviene inoppugnabile (1).

    (1) T.A.R. Puglia Lecce, 27-7-2001 n. 4353.

    2. In caso di immissione in ruolo del pubblico dipendente ingiustificatamente tardiva, si configura una responsabilit√† extracontrattuale dell'Amministrazione riconducibile allo stesso ritardo con cui la P.A. ha posto in essere l'attivit√† amministrativa, prescritta ex lege, di immissione in ruolo del lavoratore, che quindi √® stata fonte di risarcibilit√† dei diritti patrimoniali consequenziali, collegati al rapporto di lavoro con un nesso derivante dalla violazione dei doveri che la Pubblica Amministrazione ha nei confronti della generalit√† dei cittadini in virt√Ļ della clausola generale del "neminem laedere" di cui all'art. 2043 c.c. (2). Il risarcimento del danno conseguente alla ritardata assunzione e immissione in ruolo pu√≤ coincidere con un importo corrispondente alle retribuzioni non percepite, con ciascun rateo mensile dimezzato del 50%, cio√® con un abbattimento in via equitativa (3). Ed invero, la corresponsione integrale delle retribuzioni non percepite comporterebbe la totale reintegrazione economica come se si trattasse di illegittima interruzione di un rapporto di lavoro in atto; ma in caso di immissione in ruolo tardiva, tale quantificazione non risulterebbe corretta, dovendosi tener conto del fatto che, seppure per cause non imputabili al lavoratore, in detto periodo l'interessato non ha concretamente impegnato le proprie energie lavorative a favore dell'Amministrazione, che invece, sono state rivolte o allo svolgimento di altre attivit√† ovvero alla cura di altri interessi, per esempio familiari. Su tale importo vanno poi liquidati i crediti accessori di legge e cio√® la rivalutazione delle somme annualmente dovute secondo indice ISTAT, nonch√© gli interessi legali (fatte salve le detrazioni da effettuarsi da parte dell'amministrazione in dipendenza di eventuali emolumenti corrisposti al lavoratore per prestazioni svolte nel periodo riconosciuto).

    (2) T.A.R. Calabria Reggio Calabria, 6-12-2006 n. 1771; T.A.R. Molise, 1-9-2003 n. 665; Cons. Stato, sez. V, 2-10-2002 n. 5174; Cass. Civ., SS.UU., 21-12-2000 n. 1324.
    (3) C.G.A., 4-11-2008 n.892; Cons. Stato, sez. V, 2-10-2002 n. 5174.


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    N. 272/2012 Reg. Prov. Coll.

    N. 537 Reg. Ric.

    ANNO 2000

    REPUBBLICA ITALIANA

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata (Sezione Prima) ha pronunciato la presente

    SENTENZA

    sul ricorso numero di registro generale 537 del 2000, proposto da:

    P. M., rappresentata e difesa dall'avv. Luciano Petrullo, con domicilio eletto presso il di lui studio legale in Potenza, piazza Vittorio Emanuele, n. 14;

    contro

    Comune di Pietragalla, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avv. Giuseppe Spirito, con domicilio eletto presso lo stesso in Potenza, Piazzale L. Rizzo, n. 12;

    per l'accertamento

    della responsabilità del Comune di Pietragalla per non avere tempestivamente assunto la ricorrente ex art. 5, co. 4 e 5, del d. l. n. 702/78 convertito in legge n. 3/79 e per la condanna del medesimo al risarcimento dei danni cagionati all'istante per il periodo compreso fra il 24/10/82 e l'1/9/95, pari alla mancata percezione del trattamento retributivo- indennitario e dall'omesso adempimento degli oneri previdenziali, da quantificarsi con disponenda c.t.u. oltre interessi e rivalutazione fino al soddisfo.

    Visti il ricorso e i relativi allegati;

    Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Pietragalla;

    Viste le memorie difensive;

    Visti tutti gli atti della causa;

    Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 aprile 2012 il dott. Giancarlo Pennetti e uditi per le parti i difensori Avv. Valentino Gaetano, su delega dell'Avv. Luciano Petrullo, per la parte ricorrente; Avv. Giuseppe Spirito, per il comune intimato;

    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

    FATTO

    La ricorrente, nel 1987, si rivolse a questo TAR in quanto, avendo prestato servizio di insegnante precaria di scuola materna dal 1976/77 al 1980/81, senza soluzione di continuità presso il comune di Pietragalla, chiedeva di essere inserita in ruolo in quanto l'amministrazione, adottato il piano generale di riorganizzazione degli uffici e dei servizi (poi approvato dalla Commissione Centrale della Finanza Locale), avrebbe dovuto, in applicazione dell'articolo 5, commi 4 e 5 del d. l. n. 702/78, provvedere alla sua immissione in ruolo mediante concorso interno nei posti di organico, salvo, in mancanza di posti, in posizione di soprannumeraria.

    In accoglimento del citato ricorso, con sentenza n. 283/93 questo Tribunale riconosceva il diritto dell'istante all'immissione in ruolo e il correlativo obbligo dell'amministrazione di provvedervi. Stante l'inerzia nell'esecuzione del giudicato, successivamente, in accoglimento dell'ulteriore ricorso n. 294/94, proposto dall'interessata ai fini dell'ottemperanza alla citata sentenza, questo TAR, con sentenza n. 185/05 ordinava al Comune di uniformarsi al giudicato. Ciò avveniva in data 1 settembre 1995.

    In diritto la ricorrente, col presente atto, notificato in data 12/9/00 e depositato l'11/9/00, deduce l'obbligo dell'amministrazione intimata di risarcire i danni a lei arrecati in relazione non solo al periodo che precede la sentenza n. 283/93, ma anche quello intercorrente tra detta pronuncia giurisdizionale e la tardiva immissione in ruolo dall'1/9/95, con cui l'amministrazione si è uniformata al giudicato del TAR. Osserva che l'illegittimo silenzio serbato dall'amministrazione comunale di Pietragalla sull'istanza prima e sulla tardiva ottemperanza poi costituirebbero violazione del dovere di imparzialità e dell'obbligo del comune di provvedere all'immissione in ruolo della ricorrente in base ai commi 4 e 5 dell'art. 5 del d.l. n. 702/78. L'inosservanza di tale obbligo costituirebbe fonte di responsabilità contrattuale. Ove anche si trattasse di responsabilità extracontrattuale, si perverrebbe al medesimo risultato secondo la ricorrente dato che l'amministrazione è tenuta al rispetto dei limiti imposti dalla legge anche in caso di attività discrezionale. Il pregiudizio coinciderebbe con la mancata percezione del trattamento retributivo indennitario e dell'omesso adempimento degli oneri previdenziali; il tutto dal 24/10/82 (data di conseguita efficacia del piano generale di riorganizzazione degli uffici) all'1/9/95.

    Si è costituita l'amministrazione intimata che resiste e deduce l'inammissibilità e l'infondatezza del gravame.

    Alla pubblica udienza del 5 aprile 2012 il ricorso è stato ritenuto per la decisione.

    DIRITTO

    Viene all'esame del collegio la domanda con cui la ricorrente, insegnante di scuola materna del comune di Pietragalla in servizio non di ruolo alla data del 30/9/78 e immessa in ruolo ai sensi dell'art. art. 5 co. 4 e 5 del d.l. n. 702/78- Disposizioni in materia di finanza locale con decorrenza 1/9/95, chiede il risarcimento dei danni conseguenti alla mancata tempestiva immissione in ruolo comprovata dal fatto che il beneficio di legge sarebbe stato posto in essere dal comune intimato soltanto a seguito delle summenzionate sentenze di questo TAR.: la prima, del 1993, con cui si accertava l'illegittima inerzia dell'amministrazione e l'obbligo di provvedere; la seconda, del 1995, con cui si ordinava alla p.a. di dare ottemperanza al giudicato.

    Sul punto è bene premettere che la legge (art. 5 co. 4 del d.l. n. 702/78- Disposizioni in materia di finanza locale) disponeva che gli enti locali, una volta adottato il provvedimento di riorganizzazione generale degli uffici e dei servizi (e divenuto esso efficace) avrebbero dovuto provvedere <> all'immissione in ruolo, mediante concorso interno, riservato per soli titoli, nei posti di organico di pari qualifica o livello, risultanti dalla ristrutturazione del personale non di ruolo. Il comma successivo stabiliva che detto personale, ove non avesse trovato sistemazione in ruolo per mancanza di posti in organico di pari qualifica o livello a seguito dell'effettuata ristrutturazione, sarebbe stato provvisoriamente collocato in posizione soprannumeraria, salvo successivo graduale assorbimento nel ruolo ordinario da operare massimo entro 5 anni.

    Come si vede, la lettera della legge non indica espressamente alcuna data di decorrenza dell'inquadramento nei ruoli limitandosi -dopo aver individuato il requisito temporale del servizio che deve essere posseduto dal personale n. d.r. per partecipare al concorso interno riservato per soli titoli- a prescrivere all'amministrazione priorità all'immissione in ruolo.

    Tutto ci√≤ esposto il collegio precisa preliminarmente di condividere l'eccezione della difesa comunale secondo cui per una completa reintegrazione della propria posizione giuridico- economica la ricorrente, che sostiene che l'immissione in ruolo (ancorch√® nei ruoli soprannumerari, come documentato dal Comune) avrebbe dovuto essere adottata con decorrenza dal 24/10/82 (data di acquisizione dell'efficacia del piano di riorganizzazione a seguito dell'approvazione da parte della Commissione Centrale per la Finanza Locale), avrebbe dovuto impugnare gli atti relativi alla sua immissione nel citato ruolo (deliberazione consiliare n. 33/95; deliberazione giuntale n. 313/95; decreto sindacale di immissione in detto ruolo con la qualifica di istruttore e presa di servizio in data 1/9/95) nella parte in cui non riconoscevano alcun ‚Äúdiritto pregresso‚ÄĚ al suo status giuridico- economico.

    Sotto questo profilo l'azione di accertamento del diritto all'assunzione nell'organico del Comune di Pietragalla sin dal 24 ottobre 1982 ed al conseguente riconoscimento delle somme dovute a titolo di retribuzioni ed indennità per il rapporto di lavoro in relazione al periodo che segue fino all'1 settembre 1995 è quindi, per la ragioni esposte, inammissibile; del resto è noto che, l'immissione in ruolo, essendo provvedimento a carattere autoritativo ed avente efficacia costitutiva del rapporto di pubblico impiego, incide su posizioni di interesse legittimo, sicché, una volta decorso il termine decadenziale di legge, il relativo provvedimento diviene inoppugnabile. (cfr. TAR Puglia, Lecce, n. 4353 - 27 luglio 2001).

    Tutto ci√≤ per√≤ non impedisce al Tribunale di accedere alla domanda risarcitoria atteso ch√®, nella fattispecie, √® comunque configurabile una responsabilit√† extracontrattuale dell'Amministrazione riconducibile al ritardo (illegittimo, per quanto a suo tempo sancito da questo Tribunale con sentenza n. 283/93) con cui la stessa, dopo l'intervenuta approvazione del piano generale di riorganizzazione da parte della CCFL, ha posto in essere l'attivit√† amministrativa, prescritta ex lege, di immissione in ruolo della ricorrente (al qual beneficio, come accertato da questo TAR, aveva diritto) che quindi √® stata fonte di risarcibilit√† dei diritti patrimoniali consequenziali, collegati al rapporto di lavoro con un nesso derivante dalla violazione dei doveri che la Pubblica Amministrazione ha nei confronti della generalit√† dei cittadini in virt√Ļ della clausola generale del "neminem laedere" di cui all'art. 2043 c.c. (T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, 6.12.2006, n. 1771; T.A.R. Molise, 1.9.2003, n. 665; Cons. Stato, V, 2.10.2002, n. 5174; Cass.Civ., SS.UU., 21.12.2000, n. 1324).

    Sussistono nella specie dunque i presupposti giustificativi di tale responsabilità che sono: -l'evento lesivo, cioè un evento che abbia causato la lesione del bene della vita costituente il lato interno della posizione giuridica soggettiva; -l'ingiustizia del danno, cioè il danno prodotto in assenza di cause di giustificazione a quanto di lesivo operato dalla Pubblica amministrazione; -la responsabilità dell'Amministrazione, cioè la riferibilità del danno ad una condotta colpevole dell'Amministrazione.

    Del resto è provato che l'amministrazione, che neppure nel corso della presente controversia nulla ha controdedotto a discarico del ritardo con cui ha provveduto all'immissione in ruolo, è stata a suo tempo per anni illegittimamente inadempiente in relazione all'obbligo di provvedere (scolpito da una disposizione di legge) su di essa gravante.

    La difesa comunale eccepisce però l'intervenuta prescrizione quinquennale ai sensi degli articoli 2947 o 2948 c.c. L'eccezione è fondata ma solo in parte dato che, con atto di citazione notificato il 21 febbraio 1998 la ricorrente conveniva avanti al Tribunale di Potenza il Comune di Pietragalla proprio per sentirlo condannare al risarcimento dei danni chiesti con l'odierno gravame. Tale atto ha di certo natura interruttiva della prescrizione con la conseguenza che, poiché la ricorrente avrebbe potuto esercitare il proprio diritto al risarcimento del danno (per il periodo 24/10/82 - 1/9/95) solo dalla data dell'1/9/95 di immissione in ruolo, ne consegue che la stessa conserva detto diritto esclusivamente per il periodo compreso fra il 21/2/93 e l'1/9/95 dovendosi invece considerare estinto tale diritto in relazione agli altri periodi rivendicati.

    Il risarcimento del danno conseguente alla ritardata assunzione e immissione in ruolo, ad avviso del collegio, pu√≤ coincidere con un importo corrispondente alle retribuzioni con ciascun rateo mensile dimezzato del 50%, cio√® con un abbattimento in via equitativa conforme all¬īindirizzo giurisprudenziale condiviso da questo TAR (Cons. Giust. Amm. Reg. Sicilia n. 892 del 4 novembre 2008; Cons. St., Sez. V, 2 ottobre 2002 n. 5174;) che l'interessata avrebbe fruito per l'arco temporale corrispondente al periodo da ultimo indicato ove avesse lavorato nella qualifica che in soprannumero le √® stata poi attribuita. Difatti, la corresponsione integrale delle retribuzioni non percepite comporterebbe la totale reintegrazione economica come se si trattasse di illegittima interruzione di un rapporto di lavoro in atto; nel caso in esame tale quantificazione non risulterebbe corretta, dovendosi tener conto del fatto che, seppure per cause non imputabili alla ricorrente, in detto periodo l'interessata non ha concretamente impegnato le proprie energie lavorative a favore dell'Amministrazione e che invece sono state rivolte o allo svolgimento di altre attivit√† ovvero alla cura di altri interessi, per esempio familiari. Su tale importo vanno poi liquidati i crediti accessori di legge e cio√® la rivalutazione delle somme annualmente dovute secondo indice ISTAT, nonch√© gli interessi legali. Il tutto, beninteso, fatte salve le detrazioni da effettuarsi da parte del comune in dipendenza di eventuali emolumenti corrisposti alla ricorrente per prestazioni lavorative svolte nel periodo qui riconosciuto.

    Va infine rigettata la domanda di ricostituzione della posizione assicurativa e previdenziale, ritenendo che non possa essere accolta relativamente a somme liquidate a titolo risarcitorio. Senza contare che, stante l'omesso tempestivo ricorso dell'interessata all'impugnazione del provvedimento di immissione in ruolo, deve trovare applicazione il principio giuridico di cui all'art. 1227 c.c. con conseguente diminuzione del risarcimento.

    Quanto alle spese di giudizio, sussistono giusti motivi per compensarle fra le parti.

    P. Q. M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie in parte e condanna il comune di Pietragalla al risarcimento del danno in favore della ricorrente nei sensi e limiti di cui in motivazione.

    Spese compensate.

    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

    Così deciso in Potenza nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2012 con l'intervento dei magistrati:

     

    IL PRESIDENTE

    Michele Perrelli

    L'ESTENSORE

    Giancarlo Pennetti

    IL CONSIGLIERE

    Antonio Ferone

     

    Depositata in Segreteria l'11 giugno 2012

    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

     

     
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