• Gioved√¨ 05 Maggio 2011 11:52
    E-mail Stampa PDF
    Lavoro Pubblico e Privato/Stipendi, assegni, indennità

    Professore a "contratto"

    sentenza T.A.R. Puglia - Bari n. 511 del 29/03/2011

    Sul riconoscimento - ai fini della ricostruzione della carriera - dell'attività svolta da un ricercatore confermato, quale "professore a contratto" ex art. 100, D.P.R. n. 382/1980.

    Università - Docente - Professore a contratto - Equiparabilità alla figura del professore associato - Esclusione

    L'attività svolta quale "professore a contratto" ex art. 100 d.p.r. n. 382/1980 non può essere riconosciuta ai fini della ricostruzione della carriera, dovendosi attribuire carattere tassativo (i.e. non suscettibile di estensione analogica) alla elencazione contenuta nell'art. 103 d.p.r. n. 382/1980. Ed infatti, con ordinanza n. 480 del 26 novembre 2002 la Corte costituzionale ha negato la possibilità di equiparare, ai fini della ricostruzione della carriera, la figura del "professore a contratto" ex art. 100 d.p.r. n. 382/1980 a quella del "professore associato" di cui all'art. 103, comma 2 d.p.r. n. 382/1980, dichiarando manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale di detta disposizione nella parte in cui non contempla, tra i periodi di servizio riconoscibili ai fini della carriera in favore dei professori associati all'atto della conferma in ruolo, i periodi di effettivo servizio prestati in qualità di professore a contratto, stipulato ai sensi degli artt. 100 e 116 d.p.r. n. 382/1980, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost..

    - - - - - - - - - - - - - - - - - -


    N. 515/2011 Reg. Prov. Coll.
    N. 35 Reg. Ric.
    ANNO 2005
    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente
    SENTENZA
    sul ricorso numero di registro generale 35 del 2005, proposto da:
    P. C., rappresentata e difesa dall'avv. Maria Petrocelli, con domicilio eletto presso Maria Petrocelli in Bari, corso Vittorio Emanuele, 52;
    contro
    Università degli Studi di Bari, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliataria per legge in Bari, via Melo, 97;
    per l'annullamento
    1) del decreto rettorale n. 10620 dell'8.10.2004, successivamente comunicato, nella parte in cui non riconosce, ai fini della progressione di carriera, il servizio prestato dalla ricorrente quale contrattista a tempo determinato presso l'Università di Bari, quale borsista presso il Consorzio per le applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca, nonché quale collaboratore tecnico presso la medesima Università degli Studi di Bari;
    2) ove occorra, della nota rettorale prot. n. 104151 dell'11.10.2004, recante comunicazione del provvedimento sub 1);
    3) di ogni atto o provvedimento, ove esistente e per quanto non noto, ostativo al riconoscimento dei detti servizi pre-ruolo, comunque connesso, preordinato o conseguente;
    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visto l'atto di costituzione in giudizio della Università degli Studi di Bari;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nell'udienza pubblica del giorno 9 febbraio 2011 il dott. Francesco Cocomile e udito per le parte ricorrente il difensore avv. Maria Petrocelli;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:
    FATTO E DIRITTO
    La ricorrente P. C. è ricercatore universitario confermato, a decorrere dall'1.1.2004, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari per il settore scientifico-disciplinare M-STO/05, Storia delle scienze e delle tecniche.
    La stessa con istanza del 21.6.2004 ha domandato, ai sensi dell'art. 103 d.p.r. 11 luglio 1980, n. 382, il riconoscimento, ai fini della progressione nella carriera, dei servizi prestati prima della nomina a ricercatore per i seguenti periodi: contratto di diritto privato a tempo determinato stipulato ai sensi dell'art. 100 d.p.r. n. 382/1980 con l'Università degli Studi di Bari per lo svolgimento del corso ufficiale di "Informatica generale" per il D.U. in operatore dei beni culturali - Facoltà di Lettere e Filosofia - per gli anni accademici 1996/97 e 1997/98; borsa di studio finanziata dal F.S.E., bandita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) B.U. n. 8 del 5.12.1994, presso il Centro di Studio per il Lessico Intellettuale Europeo, Centro di Studi del C.N. R. - Università di Roma - dal 7.3.1995 al 15.2.1996; borsa di studio della durata di un anno assegnata dal Consorzio per le applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca (CASPUR) con scadenza al 31 maggio 1998; collaboratore tecnico settima qualifica dal 16.10.1998 al 30.12.2003 presso il Seminario di Storia della Scienza della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari.
    In questa sede la P. contesta il decreto rettorale n. 10620 dell'8.10.2004 che le ha riconosciuto ai fini della progressione nella carriera unicamente il servizio prestato in qualità di borsista presso il C.N. R.
    Il Rettore dell'Università degli Studi di Bari ha invece escluso con il menzionato provvedimento il riconoscimento degli altri titoli conseguiti dalla P. e cioè del contratto di diritto privato a tempo determinato, della borsa di studio assegnata dal CASPUR e della qualifica di collaboratore tecnico.
    Secondo il provvedimento gravato questi servizi non rientrano nelle figure di cui all'art. 7 legge 21 febbraio 1980, n. 28 cui fa rinvio l'art. 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980.
    La ricorrente rileva che l'elencazione di cui all'art. 7 legge n. 28/1980 ha carattere meramente esemplificativo e non tassativo; che comunque il servizio non riconosciuto dalla Università degli Studi di Bari con il provvedimento impugnato ha le medesime caratteristiche delle attività contemplate dal combinato disposto di cui agli artt. 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980 e 7 legge n. 28/1980; che pertanto l'atto gravato discrimina illegittimamente la sua posizione.
    L'Amministrazione universitaria, nel costituirsi in giudizio, sostiene viceversa che l'elencazione di cui all'art. 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980 è tassativa e non estensibile analogicamente, tanto vero che per edivdere la portata della norma in commento sono stati necessari interventi additivi e manipolativi della Corte costituzionale (si veda in particolare la sentenza della Corte costituzionale n. 191 del 21 maggio 2008).
    Con la menzionata sentenza n. 191/2008 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980, nella parte in cui, all'atto dell'immissione nella fascia dei ricercatori confermati, non riconosce ai ricercatori universitari, per intero ai fini del trattamento di quiescenza e previdenza e per i due terzi ai fini della carriera, l'attività effettivamente prestata nelle università in qualità di tecnici laureati con almeno tre anni di attività di ricerca.
    In data 4 febbraio 2011 l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari nell'interesse dell'Amministrazione universitaria ha prodotto copia del decreto rettorale n. 5775 dell'11 maggio 2009 che riconosce alla P., ai fini della progressione in carriera, in applicazione della suddetta sentenza della Corte costituzionale, anni 4, mesi 1 e giorni 6 per il servizio dalla stessa ricorrente prestato quale collaboratore tecnico settima qualifica dal 16.10.1998 al 30.12.2003 presso il Seminario di Storia della Scienza della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bari.
    Conseguentemente sul punto il ricorso introduttivo deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
    Quanto al riconoscimento ai fini della progressione nella carriera del periodo relativo al contratto di diritto privato a tempo determinato, stipulato ai sensi dell'art. 100 d.p.r. n. 382/1980 dalla Università di Bari con l'odierna ricorrente per lo svolgimento del corso ufficiale di "Informatica generale", va rilevato che con ordinanza n. 480 del 26 novembre 2002 la Corte costituzionale ha negato la possibilità di equiparare, ai fini della ricostruzione della carriera, la figura del "professore a contratto" ex art. 100 d.p.r. n. 382/1980 a quella del "professore associato" di cui all'art. 103, comma 2 d.p.r. n. 382/1980, dichiarando manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale di detta disposizione nella parte in cui non contempla, tra i periodi di servizio riconoscibili ai fini della carriera in favore dei professori associati all'atto della conferma in ruolo, i periodi di effettivo servizio prestati in qualità di professore a contratto, stipulato ai sensi degli artt. 100 e 116 d.p.r. n. 382/1980, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost.
    Ne consegue che l'attività svolta dalla P. quale "professore a contratto" ex art. 100 d.p.r. n. 382/1980 non può essere riconosciuta ai fini della ricostruzione della carriera, dovendosi attribuire carattere tassativo (i.e. non suscettibile di estensione analogica) alla elencazione contenuta nell'art. 103 d.p.r. n. 382/1980. La relativa domanda di accertamento deve quindi essere respinta.
    Per quanto concerne infine la borsa di studio assegnata alla P. dal CASPUR, va preliminarmente rilevato che il servizio di borsista C.N.R. è stato ab origine riconosciuto alla ricorrente poiché trattasi di borsa di studio espressamente menzionata dall'art. 7, comma 7, lett. c) legge n. 28/1980.
    Infatti le uniche borse di studio riconosciute dall'art. 7, comma 7, lett. c) legge n. 28/1980 (cui rinvia l'art. 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980) sono quelle conseguite dai laureati vincitori di concorsi pubblici banditi dal C.N.R. e dagli altri enti pubblici di ricerca di cui alla tabella VI allegata alla legge 20 marzo 1975 n. 70, tra cui non rientrano quelle assegnate dal CASPUR.
    Il CASPUR è un consorzio interuniversitario istituito nel 1992 e quindi dopo la legge n. 28/1980.
    Non è quindi prospettabile una questione di legittimità costituzionale "in via successiva" dell'art. 7, comma 7, lett. c) legge n. 28/1980 nella parte in cui, nel richiamare la qualifica di borsisti laureati vincitori di concorsi pubblici banditi dal C.N.R. e dagli altri enti pubblici di ricerca di cui alla tabella VI allegata alla legge n. 70/1975, non riconosce valenza giuridica alla borsa di studio assegnata dal Consorzio per le applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca (CASPUR).
    Peraltro detto aspetto non costituisce specifico motivo di ricorso e comunque la borsa di studio assegnata dal CASPUR non è evidentemente suscettibile di produrre l'effetto di cui al combinato disposto degli artt. 7, comma 7, lett. c) legge n. 28/1980 e 103, comma 3 d.p.r. n. 382/1980. Anche la relativa domanda deve quindi essere disattesa.
    Dalle considerazioni espresse in precedenza discende la declaratoria di improcedibilità del ricorso introduttivo limitatamente alla domanda di riconoscimento del titolo di collaboratore tecnico settima qualifica e la reiezione del ricorso introduttivo per il resto.
    In considerazione della natura e della peculiarità della presente controversia nonché della qualità delle parti e della novità delle questioni affrontate, sussistono gravi ed eccezionali ragioni di equità per compensare le spese di giudizio.
    P. Q. M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Bari, Sez. I, definitivamente pronunciando sul ricorso come in epigrafe proposto, così provvede:
    1) dichiara improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse limitatamente alla domanda di riconoscimento del titolo di collaboratore tecnico settima qualifica;
    2) respinge il ricorso introduttivo per il resto.
    Spese compensate.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
    Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 9 febbraio 2011 con l'intervento dei magistrati:
     
    IL PRESIDENTE
    Corrado Allegretta
    L'ESTENSORE
    Francesco Cocomile
    IL CONSIGLIERE
    Giuseppina Adamo
     
    Depositata in Segreteria il 29 marzo 2011
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
     
Mondolegale 2011
powered by SviluppoeConsulenza.com